Radio Allocchio Bacchini. 1923 apparecchio sperimentale, Storia di Donner Flori

Un pezzo di storia della radio : Erminio Donner Flori.

Precedentemente alla prima trasmissione
ufficiale dell’URI, il 6 ottobre 1924 alle ore 21:00,
questo apparecchio ricevitore era in funzione.
Rappresenta cronologicamente il primo
della mia amata collezione.
Nel 1923 mentre altre nazioni europee fecero le prime trasmissioni
radiofoniche statali ufficiali in Italia avvenivano da anni
sperimentazioni private meravigliose.
Con un apparecchio come questo un radioamatore
poteva ascoltare le trasmissioni d’Europa o del nord America
come faceva Erminio Donner Flori.
Uno dei pionieri della sperimentazione
di ricezione e trasmissione milanese.

 

Figlio di un industriale Svizzero abita a Milano in viale Magenta 45 e già 
alla fine degli anni 10 istalla sul tetto del condominio una antenna per la 
ricezione radiofonica dopo aver ottenuto per decimo l’autorizzazione e
dopo aver svolto infiniti esperimenti in segretezza
in casa con antenne interne.
Di seguito alcune foto delle antenne esterne da lui utilizzate in quel periodo.

 

E’ un articolo del Corriere della sera del 4 maggio 1923
a spiegare gli avvenimenti quotidiani in casa Donner Flori.


di seguito la traduzione:

 

Le voci del mondo udite in una casa di Milano

C’è un uomo a Milano che quasi ogni sera, nella sua abitazione
di viale Magenta, seduto innanzi a una macchinetta radio-telefonica,
con i cornetti acustici sulle orecchie, ascolta voci misteriose ed
affascinanti provenienti da oltre i monti, oltre il mare.
Quest’uomo è Donner Flori, il quale, dopo aver conosciuto svariati
sport, dopo avere solcato i cieli come pilota di sferici palloni,
ora all’atmosfera carpisce i segreti: le onde che le antenne
marconiane si scambiano traverso il mondo.
Egli da anni seguiva con appassionata  curiosità la nuovissima scienza.
E fu durante una lunga malattia che egli approfondì gli studi intorno a
certi esperimenti che interessano oggi in Inghilterra e in Francia.
Ogni sera a Londra, a Parigi e in altre città, si eseguiscono concerti
in saloni in cui sono apparati ricevitori a guisa di orecchie elettriche.
I ricevitori trasmettono le loro sensazioni alle rispettive stazioni
radiotelegrafiche le quali, a loro volta, lanciano le musiche mediante
le onde che, migliaia di abbonati ricevono a domicilio con gli
apparecchi installati nelle loro abitazioni e muniti di cornetti acustici.
Uno di questi apparecchi fu acquistato da Donner Flori in  grande segretezza.
Esso era capace di  ricevere onde persino dall’America del Nord.
I profani crederanno che il suo segreto sia statotradito dalla presenza
dell’antenna sul tetto della casa. Invece Donner Flori impiantò in una
camera della propria abitazione una specie di telaio su cui erano tesi tanti fili.
Anche con le finestre ermeticamente chiuse, le onde gli entravano
nella stanza per una ragione semplicissima: le stazioni lanciano le
correnti per due vie: una aerea ed una terrestre. Poichè Donner Flori
non poteva usare l’antenne per acciuffare correnti diffuse nell’atmosfera,
utilizzò tutti i metalli di casa che, avendo contatto col suolo, potevano
cogliere le onde trasmesse per, via di terra.
Mise, cioè, in comunicazione, con fili conduttori, il telaio con le canne
dell’acqua potabile, del gas, del termosifone, della pompa a mano.
I metalli domestici servivano persino troppo bene.
Causa la ,potenza dell’apparecchio munito di telaio, il cornetto acustico
accoglieva le musiche più dolci con una sonorità soverchia.
Occorreva un apparato meno potente, e Donner Flori, essendo riuscito,
frattanto ad ottenere l’autorizzazione governativa per fissare in casa
un impianto radiotelegrafico, fece l’acquisto numero due e
innalzò sul tetto un’antenna.




Da allora, ogni sera egli segue talune manifestazioni artistiche in
voga nei diversi centri europei, e al singolare intrattenimento fa
intervenire gli amici, che siedono intorno alla macchinetta alla
quale sono collegati diversi cornetti, con relativa cuffia, che
ognuno applica alle orecchie. Le sedute cominciano, di solito, alle 22.
Naturalmente i novizi, pur essendo ignari di radiotelefonia,
desiderano avere la prova matematica che la musica udibile nei
cornetti proviene veramente da Londra, o da Manchester, o da Parigi.
Donner Flori a questo punto spiega che ogni stazione possiede  una
sua onda, una più lunga, una corta, ma nessuna di  uguale chilometraggio. 
In questa differenza risiede la possibilità dì individuare le stazioni le quali,
d’altra parte, sono elencate, con la relativa lunghezza d’onda,
in un prospetto che Donner Flori consulta.



Ed ora andiamo alla ricerca del concerto che in questo momento
si eseguisce a Manchester. Gli ascoltatori sono tutto orecchi e
il padrone di casa con certe manovre afferra le più svariate onde
a zonzo per il cielo, determinando nei cornetti una confusione babelica.
A poco a poco, fra tanta sinfonia di fischi, sibili e ticchettii, si insinua
una vocetta femminile. Gli ascoltatori distinguono un canto
“Voi lo sapete, o mamma della Cavalleria Rusticana” che Donner Flori
§mettendo a punto le bobine isola da ogni altra interferenza.
Sembra di udire un concerto nella stanza vicina e invece giunge
dall’Inghilterra traversando il Mare, le Alpi, il Piemonte,
mezza Lombardia. A proposito di Alpi, dice Donner Flori:
Sentite questi tac tac tac che si sovrappongono
alla romanza? Sono le bufere d’alta montagna.
Ora si sentono gli applausi.
E’ il soprano di Manchester che li riceve.
Donner Flori gira le bobine dicendo:
Ora afferro un’altra onda, e mette gli invitati in condizione di udire
il discorso che un umorista tiene in un salone di Londra.
Risate comprese. Altre manovre, grazie a cui nei cornetti risuona
il couplet di un numero francese che in quel momento si produce
in una sala concerto di Parigi.
Nei discorsi e nei canti d’oltre alpe si insinuano scariche e ticchettii:
Sono i parassiti, signori miei!
esclama Donner Flori.  E cioè:
una stazione telegrafa, un’altra dà le ore. Oh, appuntò!
Volete sentire la maggiore Stazione degli Stati Uniti mentre dà le ore
ai piroscafi in viaggio per l’Oceano? Ma sì, sentiamo le ore. 
Ormai gli invitati sono in confidenza con gli spazi.
Decidono un viaggio in America in un minuto:
E realmente, dopo una manovra sulle bobine,
gli invitati distinguono un lento, ritmico martellare di suoni e
pensano ai grandi transatlantici in ascolto, nella solitudine, nel silenzio. 
Concertato finale. Donner Flori fa udire, l’una dopo l’altra,
le voci delle principali stazioni europee. Ogni stazione ha un suo timbro,
una sua tonalità, un suo registro secondo la lunghezza delle onde.
Ed ecco i ticchettii dei trasmettitori, i sibili degli accumulatori che danno
forza alle stazioni, il carillon della Torre di Londra, il balbettio delle navi
che comunicano tra loro. Mosca sembra un serraglio: tu, tu, tu…
Parigi fa pensare a un ottavino. Lione ha una specie di boato..
Roma è flautata. Poi squittii, guaiti, rintocchi di campane,
uno squarcio dell’orchestra che suona a Nizza,
il discorso di un ignoto a Cardiff… Bene. Bravo. 
Gli invitati applaudono a Donner Flori che è uno dei dieci
autorizzati a Milano a  tenere la radiotelefonia in casa,
fornita, per di più, di una tromba che gli permette di udire
musiche e discorsi dalle capitali europee, stando a letto.

di seguito la foto dell’articolo tradotto qui sopra.


 

 

Donner Flori ha una casa a Genova Nervi ed anche
li organizza esperimenti magnifici che i giornali
dell’epoca riportano in questo modo:


IL SECOLO XIX° — Genova, Martedi 12 Febbraio 1924.

Da NERVI, 10 (G.) ,Concerti europei dà oltre 2000 chilometri.

E’ da alcuni giorni ospite al Grand Hotel di Nervi, il signor
Erminio Donner Flori di Milano, il ben noto « Sanfilista »
italiano, che recentemente si è aggiudicato il record europeo
dì distanza per la perfetta, percezione di  “broad-casting”
trasmessi dalla famosa stazione americana di Schenectedy
a circa 200 miglia al di là di New York, e di cui si è
ultimamente occupata la stampa nostrana, e straniera
per certe sue invenzioni ed applicazioni che si dicono
destinate a grande avvenire.
Mentre si occupa a Nervi delle nuove esperienze
che conduce con grande riservatezza, sono stati ammessi
gli ospiti dell’Hotel alla recezione dei concerti più
lontani d’Europa a mezzo di cuffie e di altoparlante
con l’amplificatore di sua fabbricazione sperandosi
favorito dalle condizioni atmosferiche e climateriche.
All’egregio studioso il nostro benvenuto cordiale.

 

 

un secondo articolo compare su
IL POPOLA D’ITALIA   il 15 febbraio 1924

Con le orchestre di Londra e di Parigi!!
NERVI, 14 notte.

Questa sera Erminio Donner Flori, che da alcuni giorni fa
degli esperimenti al « Grand Hotel Eden » mediante
il suo circuito speciale ha permesso agli ospiti di ballare le danze
Suonate ricevute da« Savoja Hótel » di Londra e 
« Radiola » di Pa­rigi.
La ricezione era forte e rigida come se i concerti fossero
stati suonati nella stessa sala.
Presenziavano le autorità.
Quelle di Genova ed i corrispondenti dei giornali genovesi

 

 

Le trasmissioni radio sperimentali 

Di seguito un documento meraviglioso messo a disposizione
dall’amico Carlo Pria in cui Aurelio Beltrami scrive nel 1924
a Donner Flori richiedendogli la trasmissione di musica 
sui 550 metri per la sera stessa tre le 21.00 e le 22.00.

 

 

Donner Flori trasmetteva musica, testi discorsi di vario genere.

Alcune foto del suo apparecchio trasmettitore:

 

Pare che agli inizi delle sperimentazioni in trasmissione Donner Flori
abbia detto al microfono : se c’è qualcuno in ascolto a Milano
vediamoci tra mezzora in un certo ristorante di Galleria Vittorio Emanuele.
Sarebbero giunti in 50!!!!!

Una storia Affascinante e stupenda che ho potuto raccontare
grazie alle informazioni gentilmente concesse dagli amici
veterani Carlo Pria e Dino Gianni che ringrazio infinitamente
per loro disponibilità e condivisione della cultura specifica.

 

La radio sperimentale Allocchio Bacchini 4 valvole

Si tratta di una rarità. Senza dubbio della più bella Radio
Allocchio Bacchini anni 20 mai vista.
Totalmente sconosciuta sia nelle collezioni che nelle
documentazioni storiche è una sorta di  trenino” a 4 valvole esterne.
I triodi utilizzati erano 0,7 amper .
Contrariamente a tutte le altre fabbriche sperimentali la
Allocchio Bacchini predisponeva a destra l’antenna e poi a
seguire verso sinistra il variatore con 15 bobine per onde lunghe,
medie e corte, poi il ricevitore con possibilità di accendere 2/3
oppure 4 valvole.  Due trasformatori 3/1 in scatola di legno
potevano servire creare a proprio piacimento uno o più stadi
di amplificazione. In fondo a sinistra l’altoparlante che
in questo caso era un cigno Safar CR1.

 

La soddisfazione del ritrovamento


Mi sono divertito come come un bambino quando
arriva il lego nuovo… Alcuni collezionisti mi hanno dato
particolari soddisfazioni:
Mandai le foto a Manfredini che rispose:
Oggesu mi sento male.
Dino Gianni :
Apparecchio mai visto, comunque per me è un unico e
sperimentale per la ricezione di tutte le gamme AM allora in aria.
(guarda sulle bobine sono segnate le lunghezze d’onda in metri).
Rarissimo e bellissimo, apparecchio storico.
Complimenti non l’ho mai visto nemmeno sulla mia
numerosa documentazione.
ed uso per sperimentazione come ricevitore multi gamma.
Pochi, fuori dal laboratorio saprebbero sintonizzarlo,
vista la molteplicità dei comandi.

In effetti essendo le Allocchio Bacchini di quell’epoca
costruite in modo da poter mettere e sfilare qualsiasi componente
tirando o spingendo gli stessi,  risultava ovviamente semplice
riutilizzare moltissime parti per completare le versioni successive.
Per tanto nella normale genetica di questi apparati c’era la sorte di
essere smembrati e riciclati sulle evoluzioni costanti degli anni a seguire.
Dunque quasi impossibile trovarne uno intero come in questo caso.
Questo articolo è in fase di costruzione e verrà perfezionato
e corretto in questi giorni .
Nel frattempo godetevi lo spettacolo.
Appena mi sarà possibile costruirò un specifico alimentatore
e ci potete scommettere.. Lo ascolteremo.

 

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